immagine testa

 bio

 discografia

 news

 contatti

 link

       

  NEWS
 


02/01/2007 - Attivo
debordnoise lo spazio uffciale dei Debord su myspace



"Neon" Cortometraggio di Francesco Cannito - La colonna sonora include due brani dei DEBORD, "Io vi amo, la discesa" tratto dall'album "Höhle"(Edizioni musicali Fridge Italia/Sony M.P.) e il nuovo "Höhle" frutto del lavoro di ricerca della band nell'ultimo anno.
Il cast del cortometraggio vede protagonisti gli attori Sergio Leone, Elisabetta Rocchetti, Tommaso Fortunato, Alessia Innocenti.

"Neon" è stato selezionato ai seguenti festival:

  • 23 edizione del Brussels International Festival of Fantastic Film(BIFFF)
  • PiFan 2005 South Korea - Seoul - The 9th Puchon International Fantastic Film Festival
  • Arcipelago 2005 - Roma - 13° Festival Internazionale di cortometraggi e nuove immagini
  • Imaginaria Film Festival - Conversano (Bari)
  • 10° Milano Film Festival - "Incontri Italiani" - settembre 2005 Milano

"Neon" ha vinto sino ad ora:

- 8° Genova Film Festival: Premio “Daunbailò” assegnato dall’associazione organizzatrice del Festival "per aver saputo trasmettere sensazioni forti attraverso la deformazione ironica del pulp senza mai scadere nella banalità e nel deja-vu ed essere riuscito ad incarnare in maniera eccellente le virtù principali del cinema corto: sintesi narrativa ed incisività visiva.”

Seconda edizione Festival del Cortometraggio Città di Pergola - PU - sezione fiction "Premio Città di Pergola”.

 
  Nei Negozi

Il nuovo CD "Höhle" (Copertina e disegni interni realizzati da Giuseppe Palumbo)

LABEL: FRIDGE

DISTRIBUTION: SELF

Come e dove acquistarlo -> Höhle

  LIVE ON STAGE
  

>>Nessuna data prevista


  ARCHIVIO RECENSIONI


Novembre 2004

"Di voi si legge che siete una band Noise Core. Ma ascoltando il vostro ultimo album Höhle così personale, così inaspettato, si capisce che forse è una definizione che vi va un poco stretta... Se c’è una cosa, forse, che colpisce... più di ogni altra il cantato... non saprei come definirlo. Sembra più una sorta di grido catartico...purificatore... un suono viscerale che non proviene direttamente dall’ugola ma da posti molto più nascosti e profondi "
- Intervista su www.metallized.it, a cura di Massimo Canuti



Novembre 2003

" ANTRO OSCURO - I Debord sono un caso piuttosto atipico nell’underground italiano. Slegato da qualunque scena, ma visceralmente in contatto con molte di esse, il quintetto si è sempre distinto, fin dagli inizi, per la sua proposta radicale."
- Intervista su Rocksound n. 67, a cura di Stefano Gilardino



Ottobre 2003

" I Debord, band milanese, si formano nel 1995 e subito un anno più tardi approdano alla Fridge Records sfornando un 10" di forte impatto noise_core. Successivamente entrano a far parte del gruppo un secondo chitarrista e un addetto ai samples e alla tastiera, facilitando così una svolta verso suoni pi vicini al post_core . Höhle conferma questa direzione e si apre con due pezzi che sono due mazzate devastanti, potentissimi e diretti. Sotto c’è il lavoro di basso, chitarre e batteria che producono un muro sonoro imponente, che imperterrito marcia senza sosta, ripetendosi in un matematico continuum di riff monolitici, mentre sopra a tutto corre senza freni una voce allucinata e disperata, che danza coi fischi e le urla, che si dimena creando panico e caos. Si continua così, perdendo traccia per traccia sempre più rabbia, fino a 'Io vi amo'. Da qui in poi si assiste a una svolta, i pezzi diventano riflessivi, la sezione ritmica ha decisamente meno peso (fino a quasi scomparire) e la voce si fa soffocata, farneticante. Anche questi pezzi hanno il loro fascino, ma forse ci si aspettava nel finale una ripresa del sound iniziale. Nel complesso un lavoro molto interessante e ben riuscito, sicuramente con ampi margini di miglioramento, ma che riesce oltretutto nel non facile compito di far sposare alla perfezione la lingua italiana alle urla e al rumore più acido."
- www.movimenta.com - Marco Mazzuchelli


"[...] Certamente non sarà un disco di successo. Ma loro non sembrano minimamente disposti a scendere a compromessi (per fortuna). Schizofrenia, paure, incubi, dolori, tossicodipendenza, sono gli elementi cardini di questo lavoro. I Debord sono di difficile approccio come i Melvins e caustici come i Neurosis. Spesso compulsivi, ansiosi e frenetici , si fermano ad uno stato di tensione tale da ricordare gli incubi di Ian Curtis e dei Birthday Party.[...] un sano tuffo nella pazzia."
- Urlo - Decibel & Adrenalina - Vittorio Lannutti


Agosto 2003

"I Debord sono un magnifico incrocio tra post-hardcore e neuro-core...Musica aggressiva da ascoltare a tutto volume senza pensieri e inibizioni" -Il Giornale Milano - Luca Crovi

Giugno 2003

-INTERVISTA ROCKIT
"Il disco d'esordio dei Debord, simbolicamente intitolato Höhle, è uno di quei lavori che con le sue spasmodiche canzoni non lascia di certo indifferenti. Stessa sensazione, molto probabilmente, proverete nella lettura di questa lunga intervista, dove il deus ex machina Gigi Viscusi racconta non solo molto del mondo del suo gruppo, ma indica un preciso punto di vista sulla filosofia della formazione milanese"
di Emanuele Tamagnini [segue>>] .

Maggio 2003

MERCOLEDI' 21 maggio 2003 - CORRIERE DELLA SERA MILANO

-Nell'articolo IL DISCO? FATTO IN CASA PIACE DI PIU', i Debord vengono segnalati tra le produzioni della FRIDGE records e compaiono nella foto di apertura del servizio insieme ad Oreste Zurlo della FRIDGE records e all'illustratore Massimo Giacon.

Aprile 2003

INTERVISTA SU Psycho! n°68 (Aprile 2003)

"I Debord rappresentano una speranza. Una luce rimasta sempre accesa anche negli anni di oscurità. Una band che ha creduto e continua a credere in un suono che ha segnato un decennio (a cavallo tra gli anni '80 e'90) spargendo ovunque il verbo di quello che si è soliti identificare come 'noise rock' più o meno influenzato dall'hardcore, dal blues scarnificato o dall'industrial[..]"
(*estratto dall'intervista realizzata da Roberto Michieletto su PSYCHO! n°68)

WEB

"Tra la miriade di gruppi italiani emergenti, quasi esclusivamente post-rock tra l’altro, ogni tanto spunta qualcosa di diverso, qualcosa che somiglia a rock proveniente da New York piuttosto che da Chicago. I Debord sono una bella sorpresa italiana la cui produzione musicale esula da tutti gli stereotipi collezionati ormai da molte band emergenti italiane. La loro musica tendenzialmente noise (vedi Shellac, anzi meglio vedi Amphetamine Reptile alla voce Unsane, Melvins o Helmet) è contaminata da grida teatrali alla Carmelo Bene da Grand Guignol e da synth che ricreano delle situazioni splatter da film di Dario Argento, donando ai Debord una risultato finale efficacissimo e del tutto personale che si avvicina molto a ciò che più mi piace ascoltare in questo periodo.
Il loro primo lungo lavoro “Höhle” parte con “8.6” che ricalca stilemi noise alla Helmet, ma c’è spazio anche per un inatteso assolo di chitarra più hardcore che noise. Nella seguente “Chi sei?” il messaggio è forte (se solo avessi compreso meglio i testi…), ad accompagnarlo c’è un vecchio crossover che può ricordare un po’ gli Extrema. Questa strada non viene più intrapresa, pompano sempre le sonorità noise-core a descrivere prima “Mezzo”, un 5/4 alla Shellac, poi “Pamplona” con doppie voci alla Linea77. Nominare tanti gruppi però sminuisce il lavoro personale dei Debord, a smentirmi viene quindi l’inquietante “Rimorsi”, giustamente registrata dal vivo per creare una dimensione reale alle parole e alla musica, per dare una teatralità alle crude grida e anche allo splatter (suona come un ossesso la frase “Ti piace il sangue?!”). Stessa dimensione live è stata voluta dare all’ultima “Non ci sono più”, che sembra più un’improvvisazione noise. “Legami” ricrea gli stati d’animo d’angoscia che sono il marchio di fabbrica dei Debord (“Non sono in casa, non posso uscire ancora!”). Dopo “Io vi amo” che prepara “la discesa” sonora di “Höhle” solo “Un ordine” riprende le sonorità dei cinque milanesi, che poi a tratti riescono anche a “rilassarsi”.
Finalmente un gran bel cd (anche nelle illustrazioni sintomatiche di Giuseppe Palumbo presenti nel booklet), la visita alla “caverna” dei Debord è consigliata per chi ha voglia d’emozioni forti. Un calcio in culo (con fuoriuscita di sangue, giusta risoluzione splatter…) al nu-metal mondiale."
Zurdano - www.alternatizine.com


RADIO

29 aprile - Intervista ad ECLETTICA condotta da Giulio Caperdoni su radio RockFm di Milano

Marzo 2003

"[..]Danno vita a trentasette minuti di soundtrack crudo, cupo e apocalittico, che non favorisce la distensione ma che punta a un forte coinvolgimento fisico ed emotivo[..]un lucido, travolgente delirio. Bello e terribile."
Federico Guglielmi - Il Mucchio Selvaggio

"Tornano i Debord e lo fanno con un album che è una scossa autentica e spietata[..]materiale di valore assoluto! I Debord per impegnativo che suoni, hanno liberato un approccio al rumore dinamico, stratificato, coraggioso[..]"
Raoul Duke - Rumore

WEB

"[..]Una violenza ragionata quella dei Debord[..]ma quando il rumore cala come in “Io vi amo”, allora spunta una sorta di psichedelia malata che mette sottosopra la pancia. [..]. Una voce tagliente fino all’inverosimile, cosi secca da assorbire l’urlo della musica. Chiudere il cd (un plauso anche all’artwork) urlando “Sono quel che sono” è perfetto[..]di sicuro una band che potrebbe aprire un nuovo filone nella ‘stanca’ scena italiana così assopita sopra gli allori di un paio di band sopra le righe e così in difficoltà a partorire nuove leve degne di essere seguite. Ecco i Debord, forse, sono una di quelle leve che un domani l’Italia potrebbe esportare[..]".
Emanuele Mandelli - ROCKIT

"[..]Ascoltando “Höhle”, ultima fatica del progetto milanese Debord, a chi scrive sono venuti in mente certi film italiani degli anni Settanta, come “Milano violenta” – no, nessuna associazione geografica – o il misconosciuto “Non si sevizia un paperino” di Lucio Fulci, pellicole che in generi diversi mettevano in scena le varie (dis)umanità di quegli anni (e di sempre) con nettezza, spietatamente. In particolare, sentendo la programmatica Rimorsi (registrata dal vivo) e ancor più la (in)umana, dolente Chi sei? ho immaginato la faccia livida e tormentata di John Steiner immersa nella periferia del capoluogo lombardo, destinata a dare volto ad uno squilibrato che rende tragica una rapina a causa della sua incontrollabilità nel film di Mario Caiano; mentre Legàmi o Detlef mi hanno ricordato la sofferenza e la follia che covavano sotto la maschera ambigua e rispettabile di Marc Porel nella crudele opera del regista romano[..]".
Marco Fiori - Kathodik

"[..]Un disco.. Hohle, una band... Debord, una produzione della benemerita e coraggiosa Fridge Records decisamente consigliati a chi ama le emozioni forti. Un calcio nello stomaco del panorama del rock (punk?) estremo italiano[..]".
Punkadeka.it

RADIO

9 marzo 2003 - Intervista ad ALTERNITALIA, programma in onda la domenica (h.15-17) su Radio Città Aperta-Roma (88.9fm)

11 marzo - Intervista a "Voci dalla Cantina" - programma in onda su RADIO TORINO POPOLARE
FM 97 (Torino), FM 88.6 (Biella, Ivrea e il canavese)

BRANI OSPITATI SU COMPILATION
"8.6" - su CD allegato a Rocksound

FEBBRAIO 2003

"Un suono malato, trafitto e capace di esplosioni lancinanti[..]La tensione raggiunge un apice notevolissimo nella scioccante 'RIMORSI', in un vero e proprio tour de force interpretativo, tra sdoppiamenti di personalità, abbrutimenti psichici e verve omicida 'ti piace il sangue?'. Un quadretto tra 'Frankie Teardrop' dei Suicide e 'Stati di Agitazione' dei CCCP, e per i Debord un punto di partenza per qualcosa di importante. (8)"
Christian Zingales - Blow Up

"[..]Dieci tracce che pescano a piene mani dagli anni '90. I nomi elencati nella Biografia possono fornire un aiuto alla comprensione, ma poi i Debord aggiungono un' interpretazione perfetta e una partecipazione viscerale. Perché se è vero che i cromosomi sono quelli di Unsane, Tad, Chrome Cranks, Melvins, Mudhoney, Breach [..], è altrettanto vero che la rilettura è libera, propositiva e personalizzata (vuoi anche per l'utilizzo calibrato di synth e campionamenti). E per convincervi della bontà delle soluzioni adottate prestate attenzione a splendidi pezzi come Chi sei?, Mezzo, Legàmi, Detlef o Un Ordine!"
Roberto Michieletto - Psycho!


"[..]Trattasi di noise molto violento (conoscete gli UNSANE?) caratterizzato da ritmica quadrata, voci psicotiche (molto belli gli intrecci quando le voci diventano più d'una), chitarre dalle melodie Iterative e dal suono bastrado che vi strapperanno dalle quattro mura di casa per trascinarvi in un mondo dove esistono solo follia, sofferennza e sangue. L'inferno? Dalla copertina si direbbe di sì. I Debord hanno le palle chiodate."
Andrea Cazzani - Zero11

"Sono la trasposizione in musica del Teatro Della Crudeltà di Artaud, in cui l'ascoltatore è coinvolto nella sua essenza fisica e spirituale."
Rockstar (Rubrica 'Forza, Italia'- box con fotografia)

"Quasi 8 anni di carriera per i milanesi Debord, uno dei più minacciosi gruppi noise della penisola, ma pochi riconoscimenti ufficiali. Sicuramente meno di quelli che meriterebbero, in vitù di un mini LP d'esordio devastante e un impatto live che pochi possono vantare. Questo nuovo capitolo, Hohle, arriva a colmare un vuoto nel panorama nazionale che cominciava a diventare preoccupante.[..]sono pezzi che ribadiscono un talento raro e incrociano una vsione personale con quella di band come Neurosis, Helmet, Tad, senza dimenticare le pagine migliori della Amphetamine Reptile. Ignorare un disco come questo sarebbe davvero un crimine." (7)
Stefano Gilardino - ROCKSOUND

"[..]Un viscerale ed inquieto sound figlio dei primi Cop Shoot Cop quanto dei Melvins, Birthday Party ed Unsane[..]"
Gianluca Polverari - KWMUSICA

"I milanesi DEBORD sono ormai una realtà consolidata nella scena ai confini tra post-core e noise. Con 'Höhle' la band vira in direzione di territori ancor più angosciosi e deliranti e percorre le vie della follia umana, trovando i propri punti di forza nelle liriche e nei vocalizzi disperati[..], negli scenari colmi di tensione che riecheggiano Neurosis e Botch, e nella grafica inquietante del noto disegnatore Giuseppe Palumbo."
Maurizio Marino - Rockerilla

"[..]Un devastante impatto sonoro."
Jacopo Ghilardotti - Tutto

"[..]Un sound violentissimo e viscerale , pesantemente grezzo e distorto, schegge di claustrofobia che si conficcano nel cervello in maniera quasi automatica, le cui immagini di inquietudine e frustrazione, di schiumante rabbia repressa, vengono alla luce solo in un momento successivo all'ascolto[..]La voce rabbiosa, soffocata da muri di chitarre che squarciano,[..]cadono come pesanti massi sulla scena, innescando una sezione ritmica dall'impatto micidiale. Canzoni che spalancano con irruenza dissonante le porte del dubbio, lasciandole aperte a cigolare sui cardini della noia quotidiana."
Ferdinando Farro - Strange Days (Disco Cult del mese)

DALLA RETE

"[..]Un disco assolutamente devastante questo Hohle dei milanesi Debord, musicisti votati ad un espressionismo sonoro davvero estremo... che travalicano il limite assolutamente insufficiente del brano tout-court per DEBORDdare in un territorio, quello delle quotidiane disperazione/nevrosi esistenziali in cui qualsiasi ascoltatore può identificarsi![..] i Debord mettono in scena con Hohle una sorta di 'Teatro della Crudeltà' del quotidiano attraverso episodi shokkanti, Chi sei?, 8.6, Pamplona, Legàmi che ti si conficcano nella carne e nei sensi.
Un disco.. Hohle, una band... Debord, una produzione della benemerita e coraggiosa Fridge Records decisamente consigliati a chi ama le emozioni forti."
Pasquale Boffoli - www.musicboom.it

"[..]Band milanese, il loro e' un noise-core molto potente, che dalla travolgente spinta unidirezonale di 8.6 che apre il cd come un pugno in faccia, ci getta esausti su brani piu' articolati ma non meno devastanti come "Chi Sei?" e "mezzo", che sono davvero notevoli a nostro parere, e pieni di quella cosa rara e preziosa anche nella musica underground che si chiama verità. Le urla sono urgenti, la distruzione è necessaria e sufficiente, la rabbia e' naturale come il sangue e la carne e il sudore e respirare e un cd di dieci tracce che si chiama Höhle. I testi sono bellissimi".
Francesca Fini - Unic@TV

BAND DEL MESE PER NOIZEITALIA.COM!

"[..]I Debord sono un magnifico incrocio tra post-hardcore e neuro-core paragonabili all'ultimo lavoro dei Breach "Kollapse" per sbalzi tra violenza e situazioni + personali. Non è il classico new metal tra STOPandGo e distorsioni...è qualche cosa che suona come innovativo ed estremamente poliedrico. A mio avviso ogni traccia meriterebbe una recensione a parte...vedrò quindi di essere il più chiaro possibile...[..] "Legami" è qualcosa di veramente insano, l'igiene mentale non è mai stata così lontana..."..non sono in casa, non posso uscire ancora.." sono le uniche parole del testo, ripetuti fino al delirio..la canzone si dissolve con un assolo iper-caotico imploso... onestamente pensavo che questo Hohle non potesse offrire ancora nuovi spunti ed ecco invece che la seguente "Io vi amo (la discesa)" ci tiene col fiato sospeso creando un'atmosfera horror ideale per un film di Dario Argento, catapultando la mente in luoghi mai esplorati tremendamente oscuri, con un' inqiuetante cantilena ripetuta fino all'esasperazione; una traccia interamente industrial/ambient molto efficace.[..]Sono convinto che dopo attenti ascolti il sound contorto dei Debord diventa all'improvviso come un libro aperto, chiaro e accessibile, capace di colpire e trafiggere, squarciare la realtà vomitandola addosso con tutti i suoi forti sentimenti. La sensazione è quella di essere malmenato da un pazzo che si getta piangendo contro chiunque, sbattendo addosso l'ira e il disagio accumulato fino ora.[..] Si arriva quindi alla magnifica "Un ordine", sintesi perfetta del suono di Hohle, episodio decisamente sopra le righe che ci porta alla conclusiva "Non ci sono più" dalla calma inusuale; immaginatevi un folle, stanco della vita che si pente del male compiuto e si lascia abbandonare a sè stesso[..]Hohle è un lavoro che ti invade anche a fine ascolto per l'intensità che emana, continua a rimanerti in testa quella vocina stridula e quelle chitarre monocordi che creano per tutti i 37 min. un'atmosfera surreale e fetida".
www.noizeitalia.com

RADIO

ECLETTICA condotta da Giulio Caperdoni su RockFm

ALTERNITALIA condotta da Gianluca Polverari Radio Città Aperta-Roma

NOISE CAFE' condotta da Andrea Giuliani su Radio Logica International


TUTTI I COLORI DEL GIALLO su RAI RADIO 2 condotta da Luca Crovi


BRANI OSPITATI SU COMPILATION

"Detlef" su Welcome to PSYCHOSONIC! vol. 42!! (CD allegato a Psycho! di febbraio)
Debord, una musica sul bordo. Il limite del crollo, della caduta libera nell'angoscia e nella schizofrenia lucida è sempre vivo, palpitante, anzi ansimante nella musica dei Debord, che a volte concedono miracolosamente rari momenti di speranza. Le canzoni respirano e soffrono, le loro paure sonore sono il nostro piacere.

link a foto live cox